Affitti brevi: in atto una selezione naturale


In meno di vent’anni dalla loro comparsa, gli affitti brevi hanno trasformato radicalmente il settore dell’ospitalità, guadagnandosi una fetta di mercato sempre più ampia ed emergendo come veri e propri competitor diretti degli hotel tradizionali. La pandemia ha ulteriormente accelerato questa crescita, portando al boom del 2023, un anno eccezionale sotto molti punti di vista: a livello globale l’offerta è cresciuta del 24% sul 2022, permettendo a case vacanze e affitti brevi di moltiplicarsi fino a rappresentare un quarto di tutte le strutture ricettive attualmente presenti nell’Unione Europa.

Anche la domanda è cresciuta: sempre in Europa, nel 2023, gli ospiti hanno trascorso 678 milioni di notti in case vacanze o locazioni, un aumento del 13,8% rispetto al 2022. Il risultato immediato dell’aumentata richiesta è stato un maggiore potere di determinazione dei prezzi da parte degli host europei, che ha fatto lievitare la tariffa media giornaliera (ADR) fino a 164€ (+11,9% rispetto al 2022) e ha impresso un trend di crescita che continua ancora oggi: per il periodo giugno-agosto 2024 l’ADR degli affitti brevi è cresciuto di un ulteriore 9% rispetto allo stesso periodo del 2023, livellando sempre di più le differenze con i prezzi degli hotel. 


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